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Castel Thun

Riassumere per vie architettoniche questo vasto complesso fortificato non è assolutamente facile, tante sono le sfaccettature stilistiche cronologiche e funzionali che lo caratterizzano. Torrette angolari e torri massicce, bastioni e camminamenti, il fossato delle prigioni ed il ponte levatoio, gli spalti e infine il vero ed imponente palazzo

All’interno preziose collezioni di arredamenti, quadri, affreschi, arricchiscono l’insieme ed incantano il visitatore.

Tutt’intorno al maniero fertili campagne ed un fitto bosco fanno emergere di prepotenza quello che è giudicato il più prestigioso maniero del Trentino.

Pietro Vigilio Thun fu l’ultimo vero principe vescovo a cui seguì Emanuele Maria Thun, il quale non ottenne però l’investitura imperiale.

Castello di Cles

A caratterizzare il castello sono i signori di Cles con l’insigne figura del principe vescovo Bernardo Clesio. Suggestione ed emozione aleggiano sulle sue mura. La costruzione si trova isolata su un dosso circondato da frutteti che si specchiano sul lago artificiale di Santa Giustina. Con quasi assoluta certezza si può dire che Castel Cles è stato realizzato per controllare la via romana che tramite un ponte di legno congiungeva le sponde opposte del torrente Noce.

Il nucleo originario era costituito dalla torre antica circondata nella corte interna da edifici padronali e di servizio protetti da una imponente cinta muraria.

Castel Nanno

Idealmente realizzato come residenza estiva dalla famiglia dei principi vescovi Madruzzo, si erge in tutta la sua austera bellezza in mezzo a pregiati meleti che in primavera, durante la fioritura, danno un tocco di originalità e signorilità.

Significativi gli affreschi protetti da ambienti signorili ed esaltati da originali soffitti lignei.

Castel Valer

È la più alta torre del Trentino, 40 metri, a contraddistinguere questo castello la cui parte più antica risale al XIV secolo. Panoramico ed imperioso sulla Valle di Non è stato eretto lungo un’antica strada romana.

Sono un centinaio le stanze protette dalle possenti mura

L’accesso originale avviene tramite un ponte coperto in legno caratteristico dell’area nordica.

Particolarmente apprezzati gli affreschi ad opera di Giovanni e Battista Baschenis de Averaria risalenti alla fine del 1400.

Castel Bragher

Inizialmente era soltanto una torre quadrata con lo scopo di proteggere la strada per Coredo, poi via via nei secoli le varie famiglie che si sono succedute, lo hanno ampliato con alcuni edifici residenziali, particolare la torre della “pece” eretta per bloccare i tentativi di assalto da parte dei nemici.

All’interno sono conservati prestigiosi mobili antichi e preziose collezioni d’arte che aggiungono splendore ad uno dei castelli meglio conservati del Trentino.

Castello di Malgolo

Realizzato nel 400 Castel Malgolo è stato poi rifatto secondo lo spirito romantico dell’800. È appartenuto ai deConcini di Casez, successivamente ai Betta, mentre dal 1922 la proprietà è dei conti Premoli. Restauri, continue opere di consolidamento ed una manutenzione minuziosa lo rendono impagabile alla vista.

Castello di Castelfondo

La costruzione si erge su di un dosso roccioso tra i burroni della Rabiola e della Novella. La sua origine è discussa fra il periodo romano ed il 1100 quando era proprietà dei Signori di Castelfondo, prima di passare a Mainardo, il conte del Tirolo che lo concesse ai Rottenburgo. A fine 400 fu ricostruito dai Thun che affidarono i lavori a Lorenzo di Como. Negli anni a seguire è stato oggetto di saccheggi ed incendi e ancora una volta fu ricostruito dai Thun. Interessanti opere d’arte sono custodite gelosamente dai saloni affrescati.

Castel Coredo

In vetta ad una collina ecco Castel Còredo, culla della famiglia omonima che fu anche ministeriale del Principe Vescovo di Trento.

Antichissimo, il maniero fu ricostruito nel 1500 da Giorgio II di Hack. Ma precedentemente nel 1419 il castello fu occupato da Pietro di Sporo ed a metà secolo diventò sede dell’amministrazione giudiziaria e per questo chiamato anche Castel San Vigilio. Nel 1600 fu distrutto da un incendio e quindi abbandonato; successivamente fu ricostruito interamente verso il 1726 dalla famiglia Còredo, perdendo il suo aspetto feudale e diventando, in pratica, un palazzo a due piani. È stato abbandonato nel corso del secolo passato ma la sua mole che si stacca dal parco che lo circonda lo eleva ancora a costruzione di prestigio.

 

 

 

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