Sfruz

Abitanti: 268
Altitudine: 1007m. slm

Pittoresco villaggio, altimetricamente tra i più elevati della valle, è posto su di un verde altopiano tra il monte Roen e il Corno di Tres.
IL NOME:
sarebbe un derivato deverbale del latino forare, “forare”, “bucare” con un suffisso diminutivo uceu e sarebbe invece esclusa la derivazione dal latino forum “mercato”, in quanto il sito era molto piccolo.
LO STEMMA:
adottato il 20 aprile 1984, ricorda i prodotti dell’economia locale. Campeggiano su azzurro un fiore di patata e su verde una stufa bianca ad olle. Sotto la punta dello scudo c’è un cartiglio d’argento con la scritta nera maiuscola “Ab condita terra benigna”, che ricorda come i prodotti locali vengano tutti dalla terra feconda.

Chiesa di S. Agata
Sfruz Val di NonNon si conosce l’origine della chiesa che già al principio del 1500 troviamo dedicata alla martire S. Agata. La chiesa è regolarmente orientata. La facciata è semplice con il portale sormontato da un arco, caricato di due vasi di fiori e di una statua di S. Agata scolpita nel marmo.
L’interno nel suo stile settecentesco di un Rinascimento Barocco, è ad una navata divisa da lesene in tre campate, con cappelle per gli altari, presbiterio largo come la navata e con volta a crociera, balaustra di marmo bianco e giallo, abside semicircolare con volta a mezza cupola, finestre rettangolari, vetri colorati a simboli, mentre quelle della navata sono a mezzaluna.
Dei tre altari, il maggiore, intitolato a S. Agata, è di marmi diversi, con un bel tabernacolo pregiato di quattro colonne mosse bianche, con capitelli di rosso. Anche le portine del coro sono di marmo, con intarsi di rosso e di nero. La pala del coro rappresenta S. Agata con altri Santi. I due altari minori sono di marmo fino alla mensa: il sinistro ha una statua del Cuor di Gesù, il destro una nicchia con l’Addolorata. In altre nicchie alla seconda campata ci sono i simulacri di un’Immacolata e di S. Barbara.

Il campanile che sorge al fianco destro del presbiterio si compone di una torre quadrata di cinque piani, con finestre ad arco a tutto sesto, culminante in una piramide appuntita. Ha un concerto di quattro campane. Il campanile è del 1747. Sfruz, come tutti i paesi del Trentino, fino a cinquant’anni fa era un paese prevalentemente rurale, ma anche ricco d’arti e mestieri.
Era un formicaio di gente operosa sempre in movimento dall’alba al tramonto: contadini, tessitori, fornelari, falegnami, fabbri e maniscalchi, boscaioli e carettieri, segantini, mugnai e altri.
Molti di questi artigiani, ed in modo particolare i fornelari, si fecero apprezzare e fecero onore al paese per la loro bravura anche oltre i confini della patria esportando i loro prodotti: le famose “stufe a olle”.

Dopo la metà del secolo scorso, con l’inizio del progressivo sviluppo industriale, molte di queste attività manuali, lentamente, ma inesorabilmente, vennero meno. E’ dopo questa data che si verificò l’amaro e massiccio esodo di emigrati. Nell’arco di vent’anni più di metà delle forze attive lasciarono il paese in cerca di lavoro.
Statuette pagane, monete romane e altri oggetti portati in luce da dissodamenti in zona rivelano l’antica origine dell’abitato. Del resto la Val di Non fu intensamente romanizzata disponendo di una rete di vie di comunicazione i cui assi erano, come oggi, due linee di traffico in sponda destra e sinistra del Noce.
Il paese è fra i più alti dell’Anaunia, è su un altopiano dominato dal Corno di Tres. Paese agricolo (patate da seme), vanta tradizioni artigianali: oreficeria, lavorazione del legno, articoli sportivi, segherie. Notevoli edifici rustico signorili antichi in piazza con portali e androni.

A Sfruz sopravvive una storica arte: la costruzione di stufe. Quasi ogni famiglia possedeva un laboratorio ed un particolare “segreto” tramandato da padre in figlio. L’importanza commerciale delle stufe di Sfruz è evidente nella gran diffusione avuta. Venivano infatti vendute in Austria, in Alto Adige e perfino in Lombardia.
La casa rurale: in questi ultimi cinquant’anni l’antica casa rurale è stata trasformata in abitazione civile con strutture diverse e per usi diversi. In queste vecchie case, nascevano, crescevano e morivano in abbondanza uomini e animali.

Come arrivare:
Provenendo da Trento, arrivati a Dermulo si gira a destra, si prosegue per circa 300 metri e qui si svolta nuovamente a destra per poi affrontare una strada in salita e con alcuni tornanti per circa 3 km si giunge a Coredo proseguendo poi per altri 2 km rimanendo sulla strada provinciale della Predaia si arriva al centro abitato di Smarano. E quindi percorrendo un altro km si arriva a Sfruz.