La Val di Non
Altopiano della Predaia
Smarano
Abitanti: 364
Altitudine: 981m. slm
Villaggio in splendida posizione, su una verde spianata, al cospetto del meraviglioso anfiteatro anaune. Luogo antichissimo dove si scoprirono reliquie dell’epoca preromana, fu in epoca passata centro di emigrazione di esperti tagliavetro.
NOME: deriva dall’antico nome personale Ismaraus ( terra di Ismarus).
STEMMA: adottato il 25 novembre 1988, allude al paesaggio e all’agricoltura locali. Un campo azzurro è sbarrato da una fascia azzurra con un ondulato in oro. In alto campeggiano quattro abeti, in basso quattro piante di granturco. Ornamenti esteriori di Comune con fronde legate da un nodo oro e azzurro. Tombe, fibule, monete ed altri reperti rinvenuti testimoniano la romanizzazione del luogo.
Resti di una strada scoperti in una cantina nel centro del paese confermerebbero l’importanza di Smarano come località di transito. Il nome della località Torre tradisce l’esistenza di un fortilizio romano a guardia della via che veniva dal castello di Vervò e passava per Sfruz.
Il paese, nonostante le trasformazioni e l’espansione edilizia, ha conservato la sua fisionomia tradizionale, ravvisabile soprattutto nella vasta piazza in cui si erge la parrocchiale dell’Assunzione, tre volte incendiata, rifatta in stile gotico nel 1407 e riedificata negli anni 1759-62 in barocco rinascimentale. La piazza era “parlamento” di Regola della Comunità che radunava Coredo, Smarano e Sfruz fino al XV secolo. La tessitura a mano del lino e della canapa era attività molto diffusa. All’agricoltura si affiancano l’industria delle costruzioni e il turismo estivo.
La Comunità di Smarano era retta dalla Carta di regola. La più antica ricevuta risale al 1483. Conteneva le norme fondamentali per la vita sociale. La chiesa di S.Maria: la più vecchia menzione risale al 1280.
La facciata si presenta di aspetto gradevole e maestoso a due piani, ciascuno dei quali è diviso in tre campi da due ordini di lesene, ed è sormontata da un frontone triangolare con finestra barocca in mezzo, sopra il primo cornicione ed ha due nicchie vuote nei laterali. Il portale barocco, di pietra bianca e rossa è sormontato da un cartoccio che nel mezzo reca scolpito il monogramma del nome di Gesù. L’interno è ad una navata vasta e non priva di eleganza con tre cappelle per parte, lesene con capitelli di stucco, in parte dorati e sopra un doppio cornicione la volta a botte.
Il presbiterio è quadrato, la balaustra di marmo giallo e verde, elevata da tre gradini dalla platea, l’abside dritta è arrotondata sugli angoli esterni. Ha cinque altari: il maggiore è composto di marmi diversi, di bell’effetto, l’antipendio in mosaico e un decoroso tabernacolo, sorretto da quattro colonne, con in cima il simbolico pellicano. La pala, rappresenta l’Assunzione di Maria ed è considerata come una delle più belle della valle.
Gli altari minori, tutti di marmo bianco, con incrostazioni di marmi colorati, furono costruiti sul luogo nel 1764. Il primo a sinistra è dedicato al Rosario, con pala esprimente la Madonna, Santi Domenicani e attorno i misteri. Il secondo a sinistra è in onore di S. Giovanni Battista e S.Luigi, con pala rappresentante i titolari dello stesso. Il primo a destra, adorno di candelieri di bronzo, fregiati di medaglioni, ha la pala che rappresenta la Madonna, il Bambino e i SS Lorenzo, Rocco e Antonio.
Sulla pala è figurato il Crocefisso, la Madonna con le Pie Donne e S.Giovanni. Nella prima cappella a sinistra è collocato il battistero fiancheggiato da un affresco figurante il Battesimo di Cristo. Il campanile che affianca l’edificio sul lato destro ha una bifora sovrapposta a una trifora e la cuspide a piramide ottagonale. Ha un concerto di cinque campane.
Una vecchia tradizione popolare narra che Coredo e il vicino villaggio di Smarano formavano quasi un unico gran paese. Poi venne una tremenda pestilenza che distrusse la popolazione del paese di mezzo. Da visitare è pure il museo etnografico di Smarano che raccoglie circa 800 pezzi, appartenenti a 17 collezioni, di attrezzi da contadino, falegname, fabbro, scalpellino e tanti altri oggetti relativi all’artigianato locale.
Come arrivare:
Provenendo da Trento, arrivati a Dermulo si gira a destra, si prosegue per circa 300 metri e qui si svolta nuovamente a destra per poi affrontare una strada in salita e con alcuni tornanti per circa 3 km si giunge a Coredo proseguendo poi per altri 2 km rimanendo sulla strada provinciale della Predaia si arriva al centro abitato di Smarano.


